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I danni dello spam

Mi è capitato l’altro giorno, una serie di fatti, combinazioni perfette che hanno favorito il proliferare di spam nel mio sito…

Devo ammetterlo, ho sottovalutato il problema, è bastato un attimo perchè il mio sito scendesse negli ultimi posti delle ricerche su google, sono andati in fumo giorni di lavoro per scrivere articoli. Le visite nel sito si sono abbassate così vertiginosamente da ridursi quasi a zero!

Ma cosa è successo? Semplice.. è bastato che una pagina fosse riportata nelle prime posizioni su Google, da essere indiduato dai bot che scandagliano la rete alla ricerca di luoghi su cui pubblicare i loro squallidi link su viagra e stronzate varie..

Guarda caso questi bei luoghi sul mio sito sono rappresentati dalla sezione commenti che in un batter d’occhio è stata bombardata da migliaia di commenti spam che hanno mandato in tilt il mio database.

Questo per un sito non rappresenta soltanto un danno fisico ma soprattutto un danno all’immagine perchè Google accorgendosi che il sito contiene tanta spazzatura lo declassifica automaticamente nelle ultime pagine..

Ma che cos’è lo spam?

Lo spam sono semplicemente messaggi pubblicitari, lanciati da bot (programmi automatici) che si occupano di scandagliare il web alla ricerca di luoghi dove collocarli.

Come ho ovviato al problema?

Semplicemente ho installato sul sistema CMS che gestisce questo sito due utili applicazioni (plugin) :  Akismet e SimpleCAPTCHA. Il primo elimina i messaggi di spam e il secondo invece inserisce nella sezione commenti il tipico codice antispam da digitare. Bene grazie a questi due plugin lo spam è stato completamente azzerato.

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Php in locale

Se avete deciso di implementare un sito web dinamico, con tutta probabilità avrete scelto il linguaggio più comune per farlo e cioè il php. Per funzionare php ha bisogno del server web Apache e indirettamente di un database Mysql, infatti è consuetudine di questo linguaggio, appoggiarsi molto facilmente a questo gestore di basi di dati.

Ma quindi per eseguire i nostri magnifici programmi in php dobbiamo necessariamente installare un server Apache? La risposta è si!

Ma non temete, per questo ci viene in aiuto un utilissimo software che fà tutto automaticamente!

Come si chiama? Il software in questione è EasyPhp, scaricatelo è gratuito. In un batter d’occhio questo utilissimo gioiellino vi installerà il server Apache e il database MySql pronto all’uso. Inoltre per gestire il vostro database EasyPhp ha già incluso il pacchetto PhpMyAdmin, un applicativo in grado di creare, gestire e interrogare i tuoi database MySql.

Ma vediamo insieme come funziona il tutto.

Una volta avviato il software basterà aprire il vostro browser Internet Explorer, Firefox o analoghi, e digitare nella barra degli indirizzi il termine localhost.

Vi apparirà il contenuto della cartella WWW presente nella cartella di EasyPhp.

Spostate il contenuto della cartella phpmyadmin nella cartella www così da potere utilizzare phpMyAdmin e creare un database da utilizzare per il vostro sito o per i vostri programmi php. Infatti tutti i programmi che scrivete in php potranno essere eseguiti dal server Apache soltanto se presenti nella cartella www. Per eseguirli basterà inserire la cartella contenente il vostro programma in www e digitare localhost sul vostro browser.

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Scelta dell’host. Parte 2

Continuano gli articoli sulla creazione di un sito internet.

Oggi continueremo il discorso sulla scelta dell’hosting.  Alla luce di quanto detto nei precedenti articoli, si capisce bene che un host (server che contiene il nostro sito), per potere reggere un sito dinamico deve avere delle caratteristiche particolari. Ad esempio per il php deve avere installato il software Apache Http Server con il php attivato.

Seconda opzione, non meno importante, deve supportare almeno un tipo di database,  in genere MySql (che è quello maggiormente gestibile dal php).

Quindi non dimenticatelo mai:

Php o qualsiasi altro linguaggio lato server (jsp ad esempio) e Mysql, e se utilizzate asp, qualsiasi database ODBC compatibile  (in genere sono della Microsoft).

Una volta scelto il database MySql, non ci resta che gestirlo molto tranquillamente con phpMySql, ma per questo farò un articolo apposito.

Un abbraccio a tutti.

Vito

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Siti web dinamici e cms

Nell’articolo precedente abbiamo parlato dei siti web dinamici e di quelli statici, illustrando in maniera superficiale i concetti salieti.

Questo articolo risponde principalmente a una domanda: bisogna sapere programmare in php, asp, sql o jsp per fare un sito web dinamico?

Assolutamente no. Esistono degli applicativi, distibuiti con licenza opensource, che se trasferiti nel server e interpretati da questo,  permettono all’utente o webmaster di costruire un sito internet in maniera facile e intuitiva tramite delle opportune interfacce.

Vi dò una lista dei più comuni, quello utilizzato per questo sito e Wordpress, un sistema di gestione blog.

I cms più usati sono:

Joomla!

PostNuke

PhpNuke

Drupal

Mambo

e altri..

Se volete approfondire l’argomento potete trovare un buon punto di partenza qui.

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La scelta del sito: pagine statiche o dinamiche

La prima operazione prima di aprire un sito è scegliere il nome, la seconda è farsi un’idea generale di quello che si vuole trasmettere all’utenza, e la terza è scegliere il dominio.

Noi ci concentreremo sulla seconda opzione.

Innanzitutto la domanda fondamentale è: cosa volete fare?

Un sito aziendale?

Un e-commerce via internet?

Un blog?

Un sito personale statico?

Un portale o un sito dinamico?

Tutte queste opzioni hanno in comune un punto di scelta: sito statico o dinamico.

Il sito statico è il tipico sito che non subisce alcuna elaborazione particolare da parte del server al richiamo della pagina. Non si appoggia al database, non ha script e codice in gerale all’interno delle sue pagine (tranne quello html). Le pagine vengono fornite dal server ai navigatori così come sono, così come il webmaster le ha progettate, senza particolari elaborazioni.

Per il sito dinamico vale tutto il contrario. Ogni pagina viene costruita al momento della richiesta interpellando il database o altri contenitori di dati, i file ad esempio. Tutto questo viene fatto sotto le direttive del programmatore che ha progettato la pagina. Per intenderci le pagine dinamiche sono quelle dei forum, dei cms e di qualsiasi sito sia in grado di interagire con l’utente finale. Ad esempio un blog, che ha necessità di essere aggiornato molto frequentemente, richiede necessariamente di essere scritto in un linguaggio di scripting come php e di appoggiarsi a un database;  questo gli consentirà una maggiore dinamica negli aggiornamenti. Per aggiornarlo il proprietario, utilizzerà un sistema interno al blog (in genere implementato con un cms) che richiederà l’uso del solo browser (Internet Explorer ad esempio..). La costruzione delle pagine con questo sistema sarà fatta dal server naturalmente, che si limiterà a presentare le pagine in html all’utente finale.

Le pagine statiche sono utili per quei particolari siti che non hanno necessità di essere modificati nel breve termine: ad esempio il sito di presentazione di un’azienda con le relative foto.

Ormai, con l’avvento dei cms open source, le pagine dinamiche sono diventate le più gettonate, ma di questo ne parleremo in un altro articolo.

Posted in Fare un sito web.

Scegliere il dominio, PARTE 1

Questo articolo si rivolge ai principianti, a coloro che vorrebbero possedere un sito e non hanno le competenze adeguate per farlo.

Prima di cominciare deve essere chiara una cosa: ormai il web è alla portata di tutti! Chiunque abbia un cervello funzionante e un pò d’impegno oggi può aprire tranquillamente un sito internet da solo!

Questo è il primo di una serie di post che parlerà dell’argomento, molto vasto per la verità, ma cercherò di essere esauriente e comprensibile.

Nella rete ci sono vari servizi che offrono la possilità di iscriversi e registrare un dominio di secondo livello gratuitamente. Questi servizi si avvalgono, per mantenersi , del solito sistema pubblicitario che piazza un banner sul sito offerto al cliente e cercano di speculare sulla totalità dei domini di secondo livello offerti all’utenza. In cambio il cliente ha la possibilità di avere un blog gratuitamente e scriverci dentro tutto quello che vuole..

L’Url, cioè l’indirizzo web, è pero deciso dall’azienda fornitrice, almeno in parte. Inoltre il cliente si ritrova quei noiosissimi banner pubblicitari in ogni pagina del suo blog, senza guadagnarci un fico secco naturalmente.

Facciamo un esempio:

Io, FRANCO, entro in un sito che offre spazio web gratuito : www.pincopallino123.it  (i nomi sono scelti arbitrariamente).

Il sito www.pincopallino123.it mi offre uno spazio web con il nome da me deciso,  LeFollieDiFranco. In genere l’url del mio sito scelto sarà:

lefolliedifranco.pincopallino123.it

oppure

www.pincopallino123.it/lefolliedifranco

Più il banner che dovrò beccarmi su ogni pagina!!

Mostruoso direi… se penso che con 10 euro posso avere un sito con il nome da me scelto e tutto quanto c’è da desiderare,  fare una scelta del genere non risulta conveniente. E’ per questo che non la terrò in considerazione nei futuri post, scegliamo quindi l’alternativa da 10 euro. Io ho scelto TopHost, ad esempio, che offre php e database mysql e altre opzioni. Ormai comprare un dominio è diventato alla portata di tutti! C’è solo da impegnarsi e lavorarci su per acquisire visibilità e trasformarlo in qualcosa di decente!

Ma questo lo scopriremo nei futuri post! ;)

Un abbraccio a tutti voi!

Posted in Fare un sito web.

La legge del denaro applicata ai blog

Più articoli pubblicati –> Più visite sul blog –> Più click sui banner pubblicitari –> Più guadagni.

Il denaro invoglia a creare nuovi contenuti, ma spesso questi vengono scritti senza badare alla qualità ma alla quantità. Ciò produce più immondizia sul web e quindi tanti siti inutili che inquinano le nostre ricerche su internet.

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Articoli critici per incrementare visite e commenti

E’ opinione comune che un  linguaggio ambiguo e disinteressato non ha successo. Stilare un articolo freddo e ricco di tecnicismi non consente di suscitare nel lettore alcun sentimento. Negli ultimi tempi mi è capitato di leggere blog e siti intenet che si occupano principalmente di criticare altri blog o altri siti internet senza dare particolari informazioni rilevanti, ma  facendo pressione sulla polemica per richiamare l’attenzione dei lettori che sono indirettamente invitati a commentare per difendersi dall’opinione dello scrittore.

E’ una legge ormai consolidata: fare critica sul web aumenta le visite sul blog e conseguentemente aumenta il numero di click sui banner, quindi questo produce più guadagni.

Se ci fate caso tutto si riconduce alla solita legge del denaro, l’equazione è sempre la stessa ahime!!!

Il web è pieno di critica gratuita per tale motivo, un pò come la televisione coi talk show.

Ma come deve essere la critica in un articolo:

  • Deve essere pungente… ma non offensiva, rischiate di crearvi inimicizie.
  • Costruttiva
  • Deve essere mirata a generare altra critica
  • Meglio se arricchita con argomentazioni valide

Insomma signori: CRITICATE, CRITICATE… GUADAGNATE!

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LA GUERRA DEI BLOG.. o dei banner??

Finalmente online! BytePizza.it è un’alternativa come tante a migliaia di blog presenti via web. E’ un sito nato quasi per gioco, forse per soddisfare una delle mie tante curiosità . Da sempre mi sono chiesto perchè la gente si affannasse tanto a distribuire articoli via internet. Fare un articolo comporta un grande dispendio di tempo: bisogna prima trovare un argomento allettante, cosa non facile considerando che la rete dispensa sempre tutto ciò che ci può interessare. Fare articoli uguali agli altri blog è inutile e imbarazzante (tranne nei casi in cui non siano esposti in maniera dettagliata gli argomenti), soprattutto per il fatto che non verranno mai letti da nessuno; nella stragrande maggioranza dei casi l’articolo sarà soppiantato da altri simili e spedito nelle ultime pagine dei motori di ricerca, ci sono migliaia di siti che hanno PAGERANK maggiori del nostro e che sono online da anni.

Ma andiamo al succo, ritorniamo al dubbio che mi ha spinto a prendere il dominio. Si guadagna con i banner? Il web è pieno di banner di Adsense, stracolmo. E’ una gara continua a rosicchiare una fetta di mercato o, in termini di numeri, di utenti. Vige solo una relazione: più utenti visitano il tuo sito –> più click sui banner –> più soldi, e indirettamente aumenta la crescita dei siti inutili che sgranocchiano qualche centesimo copiazziando argomenti qua e la e ridicolizzandosi..

E’ una gara continua, io la definirei: LA GUERRA DEI BLOG o dei banner più che altro… sempre di denaro si tratta comunque.. sporco denaro :) .

Circa un annetto fa, avevo provato con due blog: pochi articoli pubblicati, poche visite, pagerank basso, mi noiava parecchio scrivere.. insomma ho lasciato perdere. Oggi è un altro giorno, voglio riprovare con più impegno e determinazione, possibilmente argomentando qualcosa di più alternativo e non conforme alle migliaia di centinaia di blog uguali che vedo online. Voglio scoprire se è vero che i banner funzionano!

Vedremo, un abbraccio a tutti voi.

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Benvenuti

Benvenuti su BytePizza.it

Il sito è in costruzione, mi impegnerò per completarlo nel più breve tempo possibile ;)

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